Il mattino del 18 Luglio, lasciate Rina e Franca al Lago di Andorno, ci siamo avviati verso il Rifugio Fonda-Savio al Cadin dei Tocci, nel Gruppo dei Cadini di Misurina, un luogo che non visitavo da diversi anni (più di una decina, credo). E così, io, Giuseppe, Andrea, Patrizia e Matilde ci siamo diretti di buona lena, prima nel ripido sentiero boschivo, quindi, raggiunto l'orlo occidentale del cadino, verso il Rifugio che già si intravede alle pendici della Torre Wundt. Giornata magnifica, atmosfera nitida, temperatura ideale. Ambiente naturale fantastico con tutta la flora alpina che punteggiava di macchie colorate le pendici dei ghiaioni sottostanti la Forcella del Diavolo. Devo dire che la fatica si è fatta sentire: prima uscita, età "importante" e un dislivello che, bene o male, supera i 500 metri. Giunti in un paio d'ore al Rifugio abbiamo mangiato qualcosa e poi, mentre mi attardavo a fare le foto di rito alle montagne delle Dolomiti di Sesto, ecco un elicottero che comincia a ronzare in alto. Guardiamo.. beh, pare proprio che sia un Pegaso in missione di salvataggio. Si sparge la voce che una coppia di rocciatori (non molto esperti) è rimasta incrodata sulla parete sud della Torre Wundt e così qualcuno ha chiamato i soccorsi. Alla fine i due sono stati felicemente recuperati e portati nel Rifugio a riprendersi dallo scampato pericolo. Tutto è bene quel che finisce bene.
r.m.
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La Nord-Ovest delle Tre Cime vista dal Lago di Andorno. |
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La Croda Rossa di Braies. |
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La natura dà spettacolo. |
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Si vede il Rifugio. |
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Il Rifugio Fonda-Savio e la Torre Wundt. |
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Parte del Sentiero Durisini. |
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Le Tre Cime e dintorni dal Rifugio Fonda-Savio. |
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Arriva un elicottero |
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Salvataggio riuscito! |
r.m.